ASSOCIAZIONE "MAURIZIO SALVATORE"

L’Associazione
Maurizio Salvatore, nasce dal comune sentimento di amicizia che univa
un
numeroso gruppo di amici a questa persona davvero speciale!
Possono essere troppi o troppo pochi gli aggettivi per descriverlo:
schivo, riservato, ma nello
stesso tempo dolce, sorridente, disponibile, generoso… questo era
Maurizio.
È stata spontanea e immediatamente successiva alla sua prematura
scomparsa, l’idea di
continuare a tener vivo il ricordo di M. attraverso la nascita di una
Associazione che si
ponesse come obiettivo la continuazione “ideale“ del suo modo di fare,
di rapportarsi con gli
altri, di DONARSI agli altri. Obiettivo unico dell’Associazione è la
BENEFICENZA: attraverso
la raccolta di fondi da devolvere a varie organizzazioni presenti sul
territorio locale, nazionale
ed internazionale. Semplici gesti di solidarietà per ricordare a
ciascuno il senso di umanità
che unisce idealmente tutti gli esseri umani.
Dallo statuto dell’Associazione:
(…) Art.3 L’Associazione non ha fini di lucro e intende perseguire
esclusivamente finalità di
solidarietà sociale. Scopo dell’associazione è la “Beneficenza“
(settore 3 dell’articolo 10 del
d.l. 460/97), ispirandosi fondamentalmente a principi di carità,
rivolgendosi prevalentemente
a persone svantaggiate sia economicamente che socialmente,…
Il logo dell’Associazione è costituito da una “M“ stilizzata per riprendere le montagne tanto
care a M. (socio molto attivo del CAI di Vasto, responsabile del gruppo MTK); in basso una
“S“ in ricordo del mare che M. amava tanto; infine il
simbolo del sole all’orizzonte ricorda la conchiglia
del pellegrino emblema del “Camino di Santiago di
Compostela“ esperienza spirituale fortissima
realizzata da M. con la sua inseparabile bici.
Ci piace ricordare M. con le parole: “ULTREYA Y
SUSEYA!,“SEMPRE più AVANTI“ e “SEMPRE più
IN ALTO”; sono le parole usate dai pellegrini che si
incontravano nel Cammino di Santiago sia come
saluto, sia per farsi coraggio nel pellegrinaggio.
Ancora oggi durante il percorso che porta a
Santiago, nei momenti di difficoltà, si possono udire
queste parole magiche.
Crediamo che questa persona speciale possa
ancora accompagnarci anche se le nostre strade
sono divise, e sentiamo e ci piace sentire ancora,
dalla sua voce, l’incitamento: “ULTREYA E
SUSEYA”.
SENTIERO “MAURIZIO SALVATORE”
…prendendo
la Trignina, direzione VASTO – TRIVENTO, dopo aver oltrepassato
l’uscita per
Dogliola e prima dell’uscita per Tufillo, sulla destra, si trova un
distributore nel cui parcheggio
è possibile lasciare l’auto per incamminarsi lungo il sentiero
dedicato a MAURIZIO. La
segnaletica è chiara ed il percorso ben delineato. Nei luoghi più
panoramici sono state poste
delle panchine con accanto dei cartelli che invitano alla riflessione
su alcuni temi quali:
ecologia, ambiente, natura, rapporto uomo/pianeta terra,… ed altro.
Presso l’Associazione
sarà possibile trovare materiale per l’approfondimento dei temi
trattati nonché un calendario
degli eventi organizzati per la divulgazione. Arrivati al paese di
Tufillo, come giusta
ricompensa, potrete trovare le specialità del posto (da visitare il
forno…). Durante il ritorno ci
si può fermare a guardare ancora il paese da lontano…. respirare il
profumo dei pini,
ripensare a quello che si è vissuto, alle riflessioni che il SENTIERO
ci ha richiamato, al mondo
che vorremmo, a quello che possiamo fare, alla tranquilla giornata
trascorsa all’aria aperta.
Il SENTIERO vuole essere una “via viva” da fare con le persone con cui
si condividono
interessi e visioni in modo da dedicare una giornata intera ai propri
sogni… ed è da ripetere
nei diversi periodi dell’anno per apprezzare le variazioni cromatiche
che ogni stagione sa
offrire e per far conoscere ai nuovi amici questo “angolo” di
trekking, di bikini, di pace e di
riflessione…Abbiamo voluto dedicare a Maurizio un sentiero in
trasformazione e mai uguale…
così come era lui…dove si incontrano tutte quelle persone che hanno
condiviso la sua visione
della vita e che continuando a coltivare gli stessi interessi
mantengono vivo il suo ricordo.
Questi luoghi esistono da secoli ma è grazie a MAURIZIO se anche noi,
oggi, possiamo
ammirarne la bellezza. Percorrendo questo sentiero lo immaginiamo
guidarci fiero di
condividerlo con ognuno di noi. E lo ritroviamo ancora con la stessa
tenacia, la stessa
generosità, la stessa discrezione, lo stesso sorriso di sempre. In
questi luoghi Maurizio
continuerà ad esistere, “grande” come solo lui non sapeva di essere!!

DESCRIZIONE PAESAGGISTICA DEL SENTIERO
Sentiero panoramico sulla valle del fiume Trigno sul quale è ancora
possibile scorgere, dall’alto,
il vecchio ponte un tempo unico collegamento con il Molise. Sul
versante opposto a
quello dove si sviluppa il percorso, è adagiato Montemitro, paese di
origine croata.Risalendo
il crinale del colle Caprafica si scopre il Colle della Carunchina con
il paese di Torrebruna alle
sue pendici e, più in basso, quello di Celenza che domina il fiume
sottostante. Attraversato
Tufillo e aggirato Monte Farano, con le sue antenne, ci si affaccia
sul versante sud-ovest dove
si scorgono i paesi di Palmoli, con alle spalle il Monte Sorbo e di
Liscia adagiato su un costone.
Dalla cime di Monte Farano il panorama si apre fino al mare e, sul
versante molisano,
fino ai paesi di Mafalda e San Felice. La vista sul paese di Dogliola
accompagna la discesa
che riporta al punto di partenza.
MAPPA DEL PERCORSO
DESCRIZIONE PERCORSO MTB
Lunghezza KM 20 di cui km 12 in salita. Dislivello complessivo m.700
con presenza di brevi tratti ripidi. Difficoltà: E - Fondo: 60% sterrato, 40% asfalto.
SALITA
La partenza è dell’area
di servizio sulla SS 650
Trignina. Si prende il
sentiero che inizia sull’estrema
destra, costeggia
il retro dell’area
di servizio e procede in
direzione sud-ovest.
Si segue l’evidente carreggiata
e dopo circa
1.600 mt gireremo a sinistra;
le ben evidenti indicazioni
ci indicano un
pezzo di strada in discesa
fino ad incrociare
la strada asfaltata che
porta a Tufillo. Dopo l’incrocio
il sentiero comincia
a riprendere quota e
la salita diviene man
mano più ripida senza
lasciare tregua fino al
piazzale antistante la
Chiesa.
SENTIERO STORICO-NATURALISTICO

L'area di servizio IP è sita in località Scoste,
ai margini delle propaggini meridionali di
Difesa Grande. Il termine “difesa”, in questo
caso, non è da intendere come luogo
fortificato, ma come territorio comunale
incolto o boschivo destinato all'uso comune
dei nativi. Dopo aver percorso in leggera
salita una serie tornanti si giunge sul il
crinale di contrada Amarena. Toponimo
formatosi per omofonia dall'espressione
dialettale “Lama-ren”, ovvero frana
sabbiosa, e fa da corollario ad altri toponimi
come Lama grossa, “Lama-ross”, a Lago
piano, “Lac-plan“ ed a Lago lungo, “Laclong”.
Queste contrade sono comprese fra lo sperone roccioso di Caprafica ed
il crinale argilloso
di colle Amarena. La toponomastica ha sedimentato nella memoria
collettiva la complessa
struttura idrogeologica che ha determinato la formazione della valle:
un imponente fenomeno
franoso sviluppatosi sull'intero versante meridionale di monte Farano.
Lo sperone roccioso di Caprafica, che chiude in una stretta gola il
corso del fiume Trigno,
ha ricoperto nel corso dei secoli importanti funzioni strategiche e
logistiche.
Le antiche popolazioni italiche, insediate su questo territorio prima
della romanizzazione,
ritenevano il crinale Capifica-monte Farano il confine naturale tra
Frentania che da lì si estendeva
fino all'Adriatico ed il Sannio che che si spingeva fino alle fertili
pianure campane. Il crinale, infatti
non solo strozza la vallata, ma delimita anche l'orizzonte visivo tra
il basso ed il medio Trigno.
Qui, agli inizi del 1900, venne edificato il primo ponte in muratura
della media vallata del
Trigno. Esso faceva parte del tracciato della vecchia Provinciale
Trignina, la prima strada
carrabile, che riuscì a collegare la stazione ferroviaria di San Sanvo
con i paesi dell'interno
abruzzese e molisano. In precedenza esistevano solo mulattiere o
vecchi tratturi, percorribili
solo a piedi o a dorso di animali da soma; (parliamo dell'inizio del
1900 d.C.!). Nell'autunno del
1943, nei mesi di ottobre e novembre, il secondo conflitto mondiale
fece sentire i suoi nefasti
effetti lungo il corso del Trigno, sul territorio tufillese e dei
paesi limitrofi. Gli Alleati, attestati sui
monti del versante molisano, bombardavano le retroguardie tedesche
appostate sui crinali del
versante abruzzese. Su monte Farano sono ancora visibili le buche
prodotte dagli ordigni
sganciati dagli Alleati nei bombardamenti aerei e dai cannoneggiamenti
e le fosse scavate dai
soldati tedeschi per ripararsi mentre facevano crepitare le proprie
mitragiatrici verso la valle.
Anche colle Pizzuto e capo Truto furono teatro di scontri feroci, il
ponte sul Trigno venne fatto
brillare dai tedeschi, la parte destra del portale di Santa Giusta fu
completamente distrutta.Molti
furono i lutti e le distruzioni. Il monumento bianco, Cristo con le
braccia allargate, è stato dedicato
al beato don Carlo Gnocchi dal mutilato di guerra Ramundi Giovanni, a
memoria dei numerosi
incidenti provocati dai residuati bellici. Nel dopoguerra, molti
tufillesi, per sbarcare il lunario,
spesso con imperizia, andavano recuperando il metallo pregiato anche
dagli ordigni inesplosi.
Su monte Farano, recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce
abbondanti reperti databili
dal IX-VIII secolo a.C al II e III scolo d.C., dagli intonaci delle
capanne dell'età del bronzo al
vasellame risalente al tardo impero. Il reperto più famoso è
sicuramente la chiave bronzea
dedicata ad Herentas, la dea italica corrispondente alla Venere
latina. Ciò fa supporre che sul
monte dovette sorgervi un importante centro dei frentani, forse
denominato Agello: , così recita,
infatti, l'iscrizione in osco incisa sul cannello della chiave dai
donatori.
L'antico abitato fu abbandonato nel corso del medioevo mentre il nuovo
nacque intorno al XII-XIII
secolo a partire da dove sorgono attualmente la chiesa di Santa Giusta
ed il Palazzo comunale.
Nelle pianure che fiancheggiano il fiume, fu coltivato il riso fino
alla metà del XIX secolo, come
testimonia anche il toponimo vallone dei Risi.
INFORMAZIONI UTILI:
-e-mail associazione:
associazionemauriziosalvatore@gmail.com
-Per informazioni: 335499322(associazione)/3474217181(CAI)
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